Call for Papers (ITA)

Per la procedura di iscrizione, si prega di consultare questa pagina.

Il Call for Papers per l’Incontro Annuale 2017 è aperto dal 20 febbraio al 30 aprile 2017.

Attenzione: per la descrizione aggiornata delle varie Unità Tematiche, si prega di considerare soltanto la pagina con il Call for Papers in lingua inglese.

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Unità Tematiche (2016)

I nomi e i contatti dei responsabili di ciascuna unità sono indicati tra parentesi. Le unità sono presentate in ordine alfabetico. 

Antropologia delle forme e delle identità religiose

(Adriana Destro)

Parole scritte, parole oraliIl profondo e problematico intreccio fra oralità e scrittura sarà al centro del lavoro della sessione antropologica. Il confronto delle “parole scritte” e delle “parole orali” è sempre attuale e in corso. Riaffiora costantemente, con una certa regolarità. Senza voler interpretare le une alla luce delle altre o attribuire priorità alle prime piuttosto che alle seconde, è opportuno ritenere le due forme espressive legate da rapporto dinamico e strategico. L’idea è quella di esplorare particolarità interessanti di questo intreccio, relative a casi pertinenti e documentati. Il nostro intento è cioè quello di evidenziare materiali etnografici – a proposito di visioni, memorie, discorsi, abitudini, dibattiti, etc. – in grado di rinnovare l’analisi di differenti ambienti storico-culturali (in epoche antiche o contemporanee).

⇒ Per quest’anno, attenzione particolare è data al tema dell’antropologia della scrittura e della memoria.

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Archeologia e origini cristiane. Prassi epigrafica, fonti letterarie e documentazione iconografica nei primi tre secoli

(Carlo Carletti)

Obiettivo dell’unità ricerca è individuare e valutare il contributo della documentazione monumentale (cioè archeologica, epigrafica, figurativa) in relazione alle molteplici problematiche connesse con le origini cristiane. In prima istanza, trattandosi di ‘cultura materiale’, è imprescindibile muovere dagli interrogativi pertinenti alla definizione dei luoghi, delle cronologie, delle funzionalità, delle motivazioni quali possono emergere da un’analisi storico-culturale dei contesti monumentali. La risposta a tali interrogativi, superando il divisivo atteggiamento ‘autoreferenziale’, viene ricercata attraverso un’indagine complessiva che pariteticamente – e dunque superando la malsana gerarchia delle fonti – considera il dato monumentale non come una ‘monade’ ma come naturale e consapevole prodotto del complessivo contesto storico-culturale del tempo. E pertanto il nostro contributo ‘plurale’ si muoverà su un terreno di integrazione reale, cioè sincronica e spaziale, delle diverse fonti relative alle origini cristiane, con particolare riferimento alla situazione romana tra I e III secolo.

⇒ La sessione è aperta, ma sono previsti alcuni interventi su invito.

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Cultura intellettuale nel mondo antico

(John S. Kloppenborg)

L’unità intende esplorare le varie forme di cultura intellettuale nel mondo antico (letteratura, retorica, filosofia) e il loro utilizzo da parte di gruppi proto-cristiani e di altre associazioni di culto del Vicino Oriente antico.

⇒ Questa sessione ospita solo interventi su invito.

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Discussione di libri recenti

(Mauro Pesce)

⇒ La sessione comprende soltanto interventi su invito.

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Gesù storico

(Adriana Destro, Mauro Pesce)

Tutte le tematiche relative al Gesù storico sono accettate. Alcuni contributi potrebbero concentrarsi su alcune questioni: (a) l’escatologia di Gesù (imminenza della fine, seconda venuta di Gesù, idee escatologiche di Gesù, identificazione o meno con il Figlio dell’Uomo); (b) la morte di Gesù (c) le esperienze religiose di Gesù; (d) Gesù e Giovanni il Battezzatore.

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Gruppi protocristiani e associazioni del mondo antico

(John S. Kloppenborg)

Questa unità intende concentrarsi sul contributo che lo studio delle associazioni volontarie del mondo greco-romano ed egiziano – collegia, thiasoi, synergasia, etc. – può fornire per l’interpretazione dei primi gruppi di seguaci di Gesù, delle loro pratiche e dei vari problemi che si trovarono ad affrontare.

⇒ La sessione ospita solo interventi su invito.

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Marco e gli altri Vangeli

(Mara Rescio)

Anche quest’anno l’unità tematica “Rileggere Marco” estende il suo ambito d’indagine all’intera tradizione evangelica, sia canonica che extra-canonica. L’unità si propone come luogo di confronto interdisciplinare, dove presentare contributi che propongano nuove strategie di lettura e nuove piste di indagine, o che affrontino questioni classiche della critica esegetica alla luce delle più recenti tendenze del dibattito storico sulle origini cristiane. In particolare, auspichiamo interventi sulle seguenti tematiche: (a) le fonti utilizzate da Marco e la loro localizzazione; (b) il problema della ricezione di Marco nei primi tre secoli; (c) vangeli e metodo: nuove tendenze nello studio dei testi protocristiani; (d) il rapporto tra materiali canonici ed extra-canonici; (e) il contesto socio-culturale dei racconti di miracolo nella letteratura evangelica; (f) le donne e il movimento di Gesù: problematiche di genere nello studio dei vangeli.

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Origini del cristianesimo: miti moderni e rappresentazioni storiche

(Luigi Walt)

Questa sessione di studi è aperta a contributi che affrontino il tema della nascita, in età moderna, di una specifica riflessione storiografica sul cristianesimo primitivo. L’obiettivo è quello di ricostruire le modalità con cui interessi di tipo apologetico, religiosi e non, hanno potuto condurre all’elaborazione di differenti “miti” delle origini. Gli interventi potranno concentrarsi, in particolare, su cinque aree tematiche: (a) l’emergere, all’inizio dell’età moderna, di un peculiare interesse nei confronti del problema storico e filosofico delle origini; (b) il ruolo giocato dalle polemiche confessionali nei primi tentativi di comprensione storica delle origini cristiane e del giudaismo “biblico”; (c) la riscoperta moderna dei testi apocrifi e delle loro tradizioni; (d) il contributo offerto dagli intellettuali cattolici e riformati alla nascita del comparativismo religioso; (e) il rapporto biunivoco tra immaginario religioso dell’Europa moderna e rappresentazione storica o pseudo-storica delle origini cristiane.

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Papirologia e cristianesimo delle origini

(Peter Arzt-Grabner)

L’unità intende concentrarsi sull’analisi di papiri, ostraca e materiali documentari che possano illustrare i più diversi aspetti (testuali, linguistici, storico-sociali, dottrinali) degli scritti prodotti dai seguaci di Gesù nei primi due secoli. Per quanto riguarda lo studio dei papiri documentari, si incoraggiano contributi incentrati sulla metodologia di comparazione fra i testi, sia da un punto di vista generale che in riferimento a particolari generi (per es. lettere private e ufficiali, atti, contratti, ecc.) o argomenti, e nella misura in cui le fonti possono gettare nuova luce su testi o passaggi del Nuovo Testamento o della letteratura cristiana antica. Ovviamente saranno ben accetti anche contributi su papiri e pergamene recentemente scoperti e/o pubblicati, che riportino testi o passaggi del Nuovo Testamento, ma anche fonti letterarie, paraletterarie o documentarie di provenienza protocristiana.

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Pratiche ed esperienze religiose tra giudaismo ellenistico-romano e cristianesimo primitivo (II sec. a.e.v. – IV sec. e.v.) 

(Luca ArcariDaniele Tripaldi)

Il tradizionale paradigma esegetico che, nello studio della letteratura giudaica e/o proto-cristiana, mira a isolare il profilo ideologico di autori e gruppi e, su tali linee, si concentra a ricostruire la storia del giudaismo e del cristianesimo come succedersi di dibattiti e conflitti su un’ortodossia in fieri, appare ormai parziale e superato. Fin dove le fonti lo permettano, si proverà a individuare e descrivere piuttosto le diverse pratiche religiose attestate per i gruppi giudaici e di seguaci di Gesù tra II secolo a.e.v. e IV secolo e.v. nel contesto delle diverse forme comunitarie da essi sviluppate e in dialogo con le pratiche religiose diffuse nell’ambiente greco-romano circostante. Si incoraggiano pertanto relazioni che superino il paradigma letterario e narratologico classico arrivando a considerare i testi come artefatti socio-culturali complessi, e si propongano, perciò, di esplicitare e ricostruire, attraverso i testi, prassi battesimali e rituali di iniziazione, banchetti, pasti e riunioni cultuali, pratiche e forme di insegnamento, esperienze di contatto con il mondo soprannaturale (visioni, viaggi celesti, sogni, glossolalia, divinazione e profezia), preghiere, pratiche alimentari, guarigioni ed esorcismi, eventuali riti funerari, etc. Particolare attenzione, infine, verrà posta sulle modalità discorsive con cui le esperienze religiose giudaiche e/o protocristiane appaiono ricodificate e rese in termini propriamente cognitivi e culturali.

⇒ Parte dei papers previsti sarà su invito, parte per auto-candidatura, da approvare previo invio di abstract.

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Primi gruppi di seguaci di Gesù

(Arianna Rotondo, Luigi Walt)

Quest’unità di ricerca si propone il compito di riesplorare il mondo sociale dei primi gruppi di seguaci di Gesù (I-II sec.), puntando a una ridescrizione delle origini cristiane dal punto di vista delle discipline antropologiche, della storia sociale e degli studi culturali. In particolare, si accetteranno contributi che affrontino le seguenti tematiche: (a) configurazione e forme sociali dei vari gruppi protocristiani (tipologie di aggregazione comunitaria, rapporti fra interni ed esterni, dinamiche di genere); (b) continuità e discontinuità tra la pratica di vita di Gesù e quella dei suoi primi seguaci; (c) rapporto con altri gruppi religiosi e con le diverse istituzioni del Mediterraneo antico (forme di convivenza, negoziazione, conflitto); (d) concezioni del tempo e dello spazio; (e) modalità di produzione e fruizione dei testi; (f) ricostruzione delle reti di comunicazione. Verrà data preferenza a interventi che muovano da nuove prospettive d’indagine o che affrontino temi poco esplorati, riflettendo un approccio comparativo e/o interdisciplinare.

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Questioni metodologiche: memoria, studi cognitivi, sociologia, antropologia

(Robero Alciati, Emiliano R. Urciuoli)

La nostra unità tematica si propone di promuovere ricerche di varia estrazione disciplinare ispirate a un’istanza di de-metafisicizzazione radicale dei processi di ideazione, trasmissione, memorizzazione e consolidamento/sopravvivenza delle rappresentazioni religiose dei seguaci di Gesù nel mondo mediterraneo e mediorientale antico tra I e III sec. e.v. Convinti della compatibilità epistemologica di prospettive troppo spesso contrapposte, e incapaci di tracciare una precisa soglia di distinzione e transizione tra natura e cultura, bios e nomos, nella ricostruzione delle dinamiche di formazione dei sistemi simbolici, guardiamo con equanime interesse agli approcci cognitivi e bioculturali, all’analisi storico-discorsiva, agli studi post-coloniali e alle teorie sociologiche dei campi. Vorremmo, più in generale, contribuire alla creazione di uno spazio transdisciplinare per la conduzione di una nuova politica scientifica nella ricerca specialistica sulle origini cristiane.

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Ridatare gli scritti protocristiani

(Claudio Gianotto, Enrico Norelli)

L’unità intende discutere le questioni di datazione dei vangeli e di altri testi dei primi seguaci di Gesù (ad esempio l’Apocalisse), soprattutto a partire dalle recenti proposte di P.F. Beatrice, M. Klinghardt, D.R. MacDonald, M. Vinzent e T. Witulski.

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Storia dei Giudei e del giudaismo in età ellenistico-romana

(Dario Garribba, Cristina Termini, Marco Vitelli)

Negli ultimi anni è fiorito un intenso dibattito sull’identità giudaica nel contesto del mondo ellenistico-romano. A fronte di un’evidente inadeguatezza dei modelli ermeneutici tradizionali è andata affermandosi l’esigenza di comprendere come si articolasse la società giudaica, come il mondo giudaico entrasse in relazione e in dialettica con le altre culture, cosa, insomma, concretamente significasse essere ‘giudeo’ nel mondo antico. I lavori del primo anno (2014) hanno messo a fuoco il tema generale del modo in cui oggi è necessario guardare al giudaismo e ad alcuni eventi decisivi della storia giudaica. L’Unita Tematica del secondo anno (2015) ha inteso concentrare la sua attenzione sull’identità giudaica nella diaspora greco-romana, invitando a riflettere sia sui modi in cui le diverse comunità vivevano e manifestavano la propria appartenenza al giudaismo nel rapporto con gli ambienti non giudaici, sia sui modi in cui si sviluppavano relazioni con altre comunità giudaiche e/o con la madrepatria.
L’Unità Tematica del terzo anno (2016) si pone l’obiettivo di favorire una riflessione sull’impatto che la romanità (intesa nella sua accezione culturale più ampia – politica, amministrativa, giuridica, artistico-letteraria, religiosa) ha avuto in Terra di Israele e nella diaspora tra I secolo a.C. e II secolo d.C.

⇒ Call for Papers / 2016:

  1. Lavori che trattino il tema del rapporto tra romanità e mondo giudaico dal I secolo BCE al II secolo CE.
  2. “Casi di studio”, vale a dire percorsi di ricerca che trattino di situazioni o realtà in cui l’incontro tra cultura romana e mondo giudaico ha inciso o influito su percorsi di rielaborazione identitaria.

Parte degli interventi previsti sarà su invito, parte per auto-candidatura, da approvare previo invio di abstract.

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Storia della ricerca su Gesù in età moderna e contemporanea

(Cristiana FacchiniFranco Motta, Mauro Pesce, Luisa Simonutti, Pina Totaro)

Dalla fine del Quattrocento alla fine del Settecento sorgono diversi fattori che determinano una nuova analisi della figura di Gesù in età moderna. Anzitutto l’umanesimo, con la sua esigenza di lettura dei testi nella lingua originale investe, fin dagli inizi del Quattrocento, la ricerca biblica. Un secondo fattore è l’idea protestante della discontinuità tra teologia medievale e origini cristiane o meglio Parola di Dio. Questo principio della discontinuità determina una spinta potente ad una ricerca della fisionomia autentica di Gesù aldilà delle false rappresentazioni teologiche successive. La teologia cattolica emersa dal Concilio di Trento pose in atto una dinamica contraria o diffidente verso una ricerca della fisionomia storica di Gesù. Un terzo fattore è costituito dalla nascita di una prospettiva comparatistica, in seguito alla maggiore presa di coscienza dell’esistenza di nuove religioni dopo la scoperta delle Americhe e le conquiste coloniali. Un quarto fattore sta nella riflessione politologica che, a partire dal XVI secolo, diventa uno dei luoghi privilegiati per una rinnovata interpretazione delle tradizioni religiose, del cristianesimo, della Sacra Scrittura e della funzione di Gesù distinta da quella della chiesa. Un quinto fattore sta in un nuovo modo di concepire l’antichità classica, che si sviluppa in Europa verso gli anni Trenta del XVIII secolo, grazie alle scoperte archeologiche soprattutto dell’antica Roma. Un ultimo fattore sta nel nascere nella cultura dotta dell’Europa di una presenza ebraica che pone l’esigenza di una lettura ebraica della Bibbia e di una interpretazione ebraica di Gesù.

⇒ Quest’anno si darà preferenza a contributi sull’interpretazione ebraica di Gesù in età moderna.

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Trasmissione delle parole di Gesù

(Mara Rescio)

La ricostruzione della trasmissione delle parole di Gesù è oggi al centro del dibattito scientifico sulle origini cristiane. Anzitutto è necessario studiare il materiale che proviene dagli scritti cosiddetti canonici assieme a quello che proviene dai cosiddetti apocrifi, superando anacronistiche paratie divisorie. La raccolta del materiale proveniente dalle letterature cristiane antiche (in particolare siriaca, copta, armena) richiede ancora indagini analitiche complessive. Si rende necessaria, poi, la ricostruzione delle linee di trasmissione di tutti questi materiali, così come delle loro aree di provenienza e diffusione. Una teoria critica della memoria, delle modalità di trasmissione (orale e scritta) e delle differenti strategie di scrittura è ugualmente necessaria. Come, infine, l’evoluzione da Gesù al cristianesimo abbia comportato una modifica delle parole storiche di Gesù, è un altro campo d’indagine di estremo interesse, in cui la ricerca attuale torna a misurarsi con l’esegesi del XIX e del XX secolo.

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Vangeli canonici e apocrifi: fonti e rapporti tra fonti

(Enrico NorelliMauro Pesce)

Quali furono le fonti utilizzate dai vangeli apocrifi e canonici? Quali relazioni esistettero tra le loro fonti e i gruppi che le tramandavano? L’unità accetta contributi sulle fonti orali e scritte dei Vangeli di Matteo, Luca, Giovanni e Tommaso, del Vangelo di Pietro e del Vangelo degli Ebrei, e di qualsiasi altro testo evangelico, e altresì contributi che pongano in relazione le fonti utilizzate dai diversi Vangeli.

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Vangelo secondo Tommaso, Nag Hammadi e gnosticismo

(Claudio Gianotto)

L’unità tematica accoglie contributi incentrati sul Vangelo secondo Tommaso copto, i testi di Nag Hammadi e altri documenti di ascendenza gnostica (e.g. Codex Tchacos, Codex Brucianus). Per il primo anno l’unità non si prefigge di indagare un tema specifico, ma è aperta a contributi che prendano in considerazione sia aspetti particolari sia questioni trasversali ai testi, da qualunque prospettiva criticamente fondata (letteraria, socio-antropologica, storiografica, pragmatica…). Si incoraggia in maniera particolare il confronto interdisciplinare e il rinnovamento metodologico.

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